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Soluzioni, soluzioni, soluzioni...
di Simonetta
PiazzaAscoltare e valutare, analizzare e scartare: è l’unica strada possibile per riuscire a barcamenarsi in un mondo in cui l’unica certezza è l’incertezza… pareri contrastanti, studi contrapposti, interessi al di sopra delle motivazioni che spingono a trovare soluzioni. E poi “Quali soluzioni?”, “Soluzioni a cosa?” nel momento in cui si cerca di togliere all’uomo capacità decisionale anche in merito a quale modo appoggiare un piede per terra… Forse, e ripeto forse, l’unica strategia possibile è l’ascolto di noi stessi, le uniche cose da insegnare sono come ascoltarsi e come “disattivare” le orecchie quando qualcuno o qualcosa cerca di insinuarsi dentro di noi, nella nostra anima o nel nostro cervello. Con tutto questo esagerato rimpallarsi di opinioni e di “sentito dire” l’uomo è riuscito a distruggere civiltà su civiltà, la mancanza di rispetto e l’egocentrismo sfrenato hanno portato all’annientamento di quei pochi barlumi di verità “ascoltabili”, nonostante lo sforzo di coloro che cercano di mantenerne vivo il ricordo. Il pianeta… l’uomo… l’umanità in mano a degli esseri che dovrebbero soltanto gestire se stessi, essendo creature viventi prima di essere uomini. Si è mai visto il sindacato dei pini? O la nazione delle scimmie? Troppo potere in mano ad esseri che non hanno le caratteristiche peculiari per esercitarlo, il cui livello di sensibilità e di lungimiranza è ormai talmente basso da garantire risultati solo minimali paragonati alla quantità di cose di cui si sono fatti carico, riuscendo a programmare soltanto l’immediato futuro e ignorando qualsiasi conseguenza a medio o lungo termine… E allora? Abbandonare la lotta o cercare di diffondere quanto più è possibile questo messaggio di silenzio? Contrapposizioni forti, strategie discordanti e dissonanti ma costrette a convivere per cercare di salvare il salvabile e di mantenere quanto più a lungo è possibile integra la specie “uomo”. |